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18/08/08 - Vacanze Ducali

Eh si, le vacanze sono terminate.
Le vacanze sono terminate ed assieme al meritato riposo ci hanno regalato un po’ di ricordi da portare con noi, visi e voci di persone che abbiamo conosciuto, luoghi che abbiamo visitato.
Le località che affolliamo durante le vacanze, quelle che appunto chiamiamo “di villeggiatura”, ci lasciano sempre una sensazione particolare, quasi ci sentissimo in un posto incantato che non esiste nella realtà. Vie e parchi ordinati e puliti, negozi e bar aperti fino a tarda ora, la spensieratezza che ci pervade nel girare per strada anche di notte, in generale persone cordiali ed orgogliose di mostrare il loro prodotto-territorio.
Nelle località di villeggiatura, non si incontra “brutta gente”, ma vigili e poliziotti; non ci sono quartieri dormitorio, ma eleganti alberghi e dignitosi meublé; sai sempre cosa fare perché puoi trovare musei, spettacoli, mostre, rappresentazioni. Questo sia che ti trovi in uno sperduto villaggetto turistico che in una capitale del vecchio continente.
Perché, diciamolo, il turista vuole stare bene! Il turista paga e manda altri turisti se trova una città accogliente e capace di interessare il proprio intelletto e la propria curiosità. Anche chi ama l’avventura e le escursioni in solitaria non si fa mancare un paio di giorni, prima della partenza ed al ritorno, nel migliore albergo della vicina città esotica.
Eh si, come sarebbe bello vivere in una località di villeggiatura: sarebbe come essere in vacanza tutto l’anno!
E dire che Sassuolo ERA località di villeggiatura… i duchi d’Este (mica micio micio bau bau) venivano in villeggiatura proprio a Sassuolo; si trasferivano da Modena all’inizio dell’estate alloggiando al Palazzo Ducale (capito perché si chiama Ducale?) e vi rimanevano fino ad ottobre inoltrato; quando ripartivano in loro onore si tenevano le Fiere d’Ottobre.
Ma tu pensa, ma perché proprio a Sassuolo? Perché agli Este è sempre piaciuto “stare bene”. Come qualsiasi turista loro chiedevano il meglio, per il loro riposo. Ed alla Modena circondata dai canali (il principale dei quali, il Naviglio, partiva dietro il Palazzo) e quindi dalle zanzare, od alla natìa, ma paludosa Ferrara, scelsero una cittadina ai piedi di belle colline, dove un fiume nelle vicinanze assicurava una brezza fresca e l’incrociarsi di importanti strade dalla montagna, dalla città di Modena e dai paesi vicini garantivano una frizzante vitalità commerciale e culturale.
In epoche più recenti, a Sassuolo sono sorti diversi siti d’attrazione turistica: basti pensare al complesso delle terme della Salvarola, ai centri sportivi, al Teatro Carani, perla liberty nel centro della città. Ma c'è anche il patrimonio lasciatoci dai nostri avi, come il Castello di Montegibbio, il Sacro Tronco e la Processione in Suo onore o la magnifica Piazza Piccola con le sue canalette, unico esempio al mondo di “fontane orizzontali”. Il tutto unito da quello che abbiamo sempre avuto: dolci e rigogliose colline adatte al pascolo ed al coltivazione di prelibatezze agro-alimentari, un microclima mitigato dal passaggio del Secchia, ed i calanchi che rendono variegato ed imprevedibile il panorama. Ma si potrebbe parlare della Mostra della Ceramica o dei vicini “Sassi” di Varana, del Palazzo Ducale o della Ferrari, del lago artificiale di San Michele o delle Salse di Nirano, perché qui intorno, dentro e fuori Sassuolo, ce ne sarebbero di cose da vedere…
Invece Sassuolo ha subito la politica del “dormitorio”. Dopo gli anni 80, Sassuolo, è stata deputata a divenire immondezzaio del comprensorio, a spegnere ogni ardore di vice-capitale e ad essere sottomessa, umiliata, violentata da una politica palazzinara e speculatrice che calcolava come incassare il maggior gettito fiscale, spendendo il minimo per lo sviluppo della città.
Mi spiego meglio: la politica del dormitorio, oggi imperante a Sassuolo, prevede che la nostra sia una città dove i lavoratori vengono solo “a dormire”, mentre possono spostarsi quando cercano svago o per necessità commerciali. In questo modo si sono costruiti migliaia di mini-appartamenti, per lo più tuguri da 60 mq, ma centellinati in modo tale da essere venduti allo stesso prezzo di quelli di Forte dei Marmi e Cortina d’Ampezzo. E qui ci hanno guadagnato i palazzinari.
L’alta concentrazione di abitanti (la più alta in provincia di Modena), soprattutto lavoratori dipendenti, ha portato nelle casse comunali un altissimo gettito da addizionale IRPEF (con l’aliquota più alta nella provincia di Modena) e, fino a pochi mesi fa, dall’ICI (le cui aliquote sono le più alte nella provincia di Modena). Tutti questi soldi, e sono tanti, non vengono impiegati per abbellire la città, per migliorarla o per dare maggiori servizi, perché tanto la città è un dormitorio! Quindi questi soldi vengono utilizzati per fare opere capestro, inutili, di facciata, ma che probabilmente accontentano qualche amico o amico dell’amico, oppure per dare lauti compensi a sedicenti consulenti o ad amministratori delle società (private!) in cui e ripartito il patrimonio pubblico.
Ma qui ci addentriamo in un mare aperto di considerazioni che, per ora, non ho intenzione di affrontare. Preferisco porre nuovamente l’accento sulle considerazioni iniziali.
In una città dormitorio, si tirano dentro cani e porci per aumentare il gettito fiscale, mentre una località di villeggiatura tende a “selezionare” la propria popolazione in modo da attrarre più turisti ed incassare da questi ultimi; il degrado è tipico delle città dormitorio (dalle banlieaux parigine al bronx di New York) ed è diretta conseguenza della mancanza di proposte culturali alternative, mentre nelle località di villeggiatura la partecipazione dei cittadini e dei turisti alla vita della città, rendono quest’ultima vivace e vigile contro qualsivoglia malintenzionato tentativo di sopraffazione; le località di villeggiatura dimensionano per eccesso la quantità di servizi erogati, per non creare inconvenienti al turista pagante, mentre nelle città dormitorio il cittadino deve accontentarsi di quel poco che viene passato.
In pratica in un dormitorio si paga di più, per avere meno e per stare peggio. Proprio come a Sassuolo oggi.
Credo che Sassuolo avrà un futuro solo se saprà affrancarsi da questa politica bieca e perversa, riappropriandosi del proprio territorio, con l’orgoglio di chi sa che un tempo questa era “Nobil Terra”. Credo che un’inversione di rotta che allontani la città dall’idea del dormitorio, oltre ad una “scrematura” degli abitanti, porti una maggiore offerta culturale, storica, ambientale ed in generale ad una maggiore partecipazione che potrà rianimare la nostra città. Credo che un’offerta turistica seria e completa, in rete con le altre città della provincia, che comprenda ricettività alberghiera, collegamenti stradali e ferroviari, proposte culinarie e di svago, sia anche di sostegno alle importanti industrie del comprensorio.
In generale, mi piacerebbe pensare che questo è un bel posto dove vivere e che quando sono qui mi sento come Francesco d’Este: in vacanza!

 

 

   
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