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27/05/08 - la via dei Giardini

Abbiamo da poco assistito alla festa degli orti sul Secchia per anziani e disabili.
Quest’iniziativa è lodevole ed il grande interesse e la grande partecipazione dimostrata lo confermano.
Purtroppo le liste d’attesa per farsi assegnare un “pezzettino di terra” da coltivare sono lunghissime e non tutte possono essere accolte. Ciò innesta meccanismi perversi, per cui i pensionati che hanno diritto all’orto presentano domanda anche se non interessati, ed eventualmente mandano poi un amico a coltivarlo. Persino chi per problemi di salute o legati all’età non riesce più a lavorare la bassa terra, tiene ben stretto il privilegio e si rivolge ad improvvisati “mezzadri”.
Perché il “ritorno alla terra”, specialmente per le persone più anziane, rappresenta un modo di essere portatori di tradizioni, oltre che uno svago ed una ragione di grande orgoglio, nel veder crescere i frutti del proprio lavoro. Non certo di guadagno, perché la coltivazione di un piccolo orto non sempre ammortizza i costi fissi di attrezzature, sementi, concimi, ecc.
In ogni cosa, sarebbe bello poter dire che ce n’è per tutti, e molti politici in campagna elettorale lo fanno. Io che non faccio il politico e nemmeno la campagna elettorale, penso però che si possa ampliare l’attività degli orti, comprendendo anche molti giardini o aiuole.
Quanti sono i giardini incolti a Sassuolo, nelle scuole, negli edifici pubblici, spesso nei parchi.
Spartitraffico con giungle al loro interno e marciapiedi su cui crescono i trifogli; alberi ai lati delle strade che, se non sono già stati abbattuti, hanno rami sporgenti di diversi metri; siepi ed aiuole che meriterebbero qualche petunia colorata, ma sono invase dai più campestri “piscialetti”.
La cura del verde a Sassuolo è affidata al servizio “Global Service” i cui canoni per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree verdi hanno superato i 2 milioni di euro nel quadriennio 2000-2004. Legittimamente possiamo pensare che questi costi lieviteranno nel periodo 2005-2009, mentre la qualità del servizio resta quella evidenziata poc’anzi.
Un modo per avere i parchi ed i giardini sempre curati è perciò quello di istituire squadre di giardinieri volontari, costituite da persone (pensionati e non) del quartiere che effettueranno costantemente il controllo e la manutenzione delle aree verdi.
Al Comune rimangono in carico le spese per l’attrezzatura, compresi i Dispositivi di Protezione Individuali, le spese vive degli interventi (acqua, energia, ecc.) e poco altro. I cittadini possono riappropriarsi di loro territori e contribuire al miglioramento della città.
Un po’ quello che viene fatto a scopo meramente pubblicitario, ma con un buon risultato da un punto di vista estetico, con le nuove rotonde, il cui giardino è realizzato e curato da aziende private.
Chi ha interesse alla cura delle cose, lo farà ogni giorno; questo vale per l’azienda che vuole farsi pubblicità e per il cittadino che vive il quartiere, mentre per i politici normalmente l’interesse è solo nell’anno che precede le elezioni…
Qualcuno può pensare che alla fine il progetto non sia realizzabile, per qualche vago conflitto di competenza per cui i singoli cittadini non possono contribuire alla gestione pratica ed amministrativa della città. In realtà la nostra Costituzione, all’Art.118, recita che i “Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
Ma ciò significa meno appalti, meno uffici comunali, meno posti di lavoro pubblici, …

 

   
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