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Area scuola

 

31/08/09: Dimissioni dai Consigli di Circolo

Come ho già avuto modo di anticipare ad alcuni di Voi, in seguito alla nomina ad Assessore del Comune di Sassuolo, ho rassegnato le dimissioni da Consigliere del I° e III° Circolo Didattico.
Ritengo infatti fondamentale per il buon funzionamento di un Consiglio che tutti i membri rivestano una condizione paritaria e, soprattutto, che l’eventuale somma di cariche di un consigliere non generi conflitto nella libertà decisionale di alcuno. Sebbene le deleghe che ho ricevuto non riguardino la Scuola, ritengo perciò importante salvaguardare la possibilità del Consiglio di deliberare anche in eventuale disaccordo con l’Amministrazione Comunale, se necessario, o di continuare a vedere quest’ultima come una controparte partecipe ad un fine comune e non come particella dell’istituzione rappresentata.
Non è mia abitudine abbandonare prima della fine, ma credo che questa volta la posta in gioco fosse tale da rendere plausibile l’uscita di scena anticipata di un anno. Con questo non voglio tradire la fiducia che mi era stata riservata e garantisco fin d’ora la mia disponibilità, nella nuova funzione, ad elaborare e sviluppare iniziative per la Scuola ed a farmi intermediario, se sarà opportuno, con l’Assessore competente.
Ci rivediamo a scuola!

 

 

22/10/08: punti di vista

Si susseguono in questi giorni contestazioni in numerose città, in merito alla riforma della scuola proposta dal Ministro Gelmini.
Come ho già avuto modo di esprimere, la riforma presenta molti punti bui e non convince in diversi passaggi. Credo però sia importante approfondire gli argomenti, prima di urlarli e conoscere le ragioni prima di scriverle sui manifesti. Credo inoltre ci siano forme di protesta più civili dell’impedire il passaggio di un treno a Milano e più umane del portare i bambini in corteo a Roma sotto la pioggia!

Ho perciò raccolto alcuni documenti che mi sono stati inviati e che Vi propongo, sperando possano esserVi utili. Innanzitutto occorre vedere il testo del Piano programmatico per rendersi conto di cosa dice.
Quindi è significativo un documento approvato dal Collegio docenti e dal Consiglio d’Istituto di una scuola della nostra provincia.
Poi un parere pubblicato da Ernesto Galli della Loggia sull’autorevole Corriere della Sera del 13/10/08.
Infine l’opinione dell’ex ministro Luigi Berlinguer (del primo governo Prodi).

Non voglio commentare singolarmente i tre punti di vista proposti che, seppur convergenti in alcuni passaggi, mi sembra esprimano già l’intero panorama di opinioni; preferisco piuttosto aggiungere alcune considerazioni.

1) il sistema del “modulo” con 3 insegnanti ogni due classi venne introdotto negli anni 90 per sopperire alla carenza di classi in presenza di un eccesso di personale docente, ma NON ha alla base alcuna ragione “pedagogico–didattica”; il ripristino di un insegnante per classe non può perciò essere classificato come retrogrado o, peggio, dequalificante per l’offerta formativa, non essendo questi i presupposti che hanno portato all’introduzione del “modulo”

2) l’accorpamento delle scuole per formare istituzioni autonome in presenza di almeno 500–900 alunni è in linea con la situazione attuale (a Sassuolo i Circoli Didattici si assestano sui 750–950 alunni); la limitazione non vale per le piccole realtà nei comuni montani o isolati quindi ha effetto solo nel caso di due scuole vicine, ma che hanno mantenuto un dirigente ciascuna e perciò non ha effetti sull’insegnamento né sulle famiglie, ma solo sulle “poltrone”

3) non è chiaro se e come il tempo pieno alle primarie verrebbe confermato, poiché la possibilità delle Direzioni Didattiche di organizzarsi in base alle richieste delle famiglie è subordinata alla dotazione organica assegnata dal ministero; per cui si può anche organizzare il tempo pieno, ma se poi il ministero non passa gli insegnanti: ciccia!

4) peggio ancora avviene alla materna dove l’orario deve il più possibile corrispondere alla sola fascia antimeridiana, in modo da recuperare insegnanti per aprire nuove sezioni; in questo modo anziché un posto ogni due bambini, si dà mezzo posto a testa…

5) in generale credo comunque che se si vuole attuare una più equa politica fiscale, anche a favore delle famiglie e di sostegno dei redditi, occorre valutare gli eccessi e ridimensionarli, senza pregiudiziali; se non si possono tagliare spese e sprechi nella scuola, nella sanità, nei trasporti, nel pubblico impiego, ecc… rimangono solo gli stipendi dei parlamentari, ma chi vi dice che risolverebbe il problema tagliando quelli, non vi dice che fanno circa 3 € pro capite l’anno

6) anche se come cittadini siamo preoccupati dei risvolti occupazionali che possono derivare dalla riforma, come genitori dobbiamo cercare di ottenere il meglio dalla scuola; perciò aborriamo ogni strumentalizzazione che coinvolge i bambini, ma siamo solidali a forme di protesta che prevedano il confronto con la controparte e la condivisione di obiettivi collettivi

e Tu come la pensi? dillo a info@lucacuoghi.it se vorrai, verranno pubblicate su questo sito.

 

23/10/08 – Cristina
condivido in pieno

23/10/08 – Roberta Sulas
Facciamo attenzione a non farci stravolgere da chi si sente colpito personalmente e non pensa veramente alle soluzioni migliori per i bambini e per le famiglie. Forse qualche cambiamento non può che migliorare alcune situazioni, meglio essere prudenti sui verdetti.

23/10/08 – Daniele Paltrinieri
Ogni persona interpreta le cose a modo suo, come la condizione del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.
Nessuno si meraviglia dei bambini che sotto la neve sciano ma si meravigliano se sotto la pioggia manifestano.
Credo sia più preoccupante l’uso della celere per sgomberare le università.
Credo sia più preoccupante avere sindaci che da giovani tiravano le molotov contro le istituzioni che ora dicono di rappresentare.
Credo sia più preoccupante avere persone che ci amministrano incapaci, inette, ladri.
Credo sia più preoccupante avere ministri che ci parlano di famiglia e che ne fanno la loro bandiera politica per poi scoprire che di famiglia loro ne hanno più di una.
Potrei continuare per molto, questo per dire che ovviamente c’è modo e modo di manifestare ma c’è anche modo e modo di governare.

23/10/08 – Graziana
Sono perfettamente daccordo, il parere di un ex ministro della pubblica istruzione e per lo più di sinistra credo sia abbastanza illuminante….
Ma mi pongo una domanda: come mai queste persone si fanno così strumentalizzare?
Chi và in piazza sà veramente perché ci và?
Aver visto i bambini manifestare con i fischietti e striscioni è triste e disarmante, dobbiamo credo solo preoccuparci di trovare una soluzione che vada oltre agli schieramenti polici, e davvero solo per il bene comune.
Ho letto ieri di uno scandalo chiamato "supplentopoli" cioè insegnanti che accettavano la supplenza e dopo presentavano la maternità, questo non è spreco forse? Se non erro denaro pubblico, risorse che vengono a meno. Per questo non si scende in piazza?
Le velate minacce di certe professori che invitavano gli studenti a fare sciopero….?
Ma abbiamo sentito poi da questi delle proposte concrete?
No non mi sembra… non ci può essere un dialogo fra sordi.

Segnalo questa notizia che mi sembra interessante.

23/10/08 – Franco Candini
Salve, sono assai spiaciuto che tu utilizzi commenti non autorevoli per valutare la politica del governo:
Il piano programmatico è partorito da un avvocato (Gelmini, bresciana laureata sappiamo dove e perché)
il parere sul quotidiano autorevole è di un politologo e economista
il parere dell’ex ministro è quello di uno che si è occupato essenzialmente di università e non di scuola primaria, della quale ne sa quanto la Gelmini.
L’obiezione degli insegnanti italiani consiste nel fatto che tutto è stato fatto senza consultare pareri tecnici: vedi cosa ne pensano i COBAS e prova a mettere su Google la stringa "riforma gelmini pedagogisti" e vedi cosa salta fuori
Questa è disinformazione.

23/10/08 – Luca Cuoghi, rispondendo a Franco Candini
In realtà mi piace considerare le cose per quello che sono, indipendentemente da chi le ha pensate.
Non mi pare abbia senso bocciare in toto una proposta solo perché viene da un’avvocato o perché questo avvocato è di un governo che mi sta antipatico.
Non ho esitato (e continuo a farlo…) a criticare il ministro per le decisioni prese in modo troppo avventato e non condiviso, ma non mi sento di contestare quello che mi sembra comunque buono, anche perché così facendo sposto l’attenzione da quello che invece andrebbe cambiato.

23/10/08 – Franco Candini, rispondendo a Luca Cuoghi
governare è difficile ma non si governa con l’ignoranza: anche mia nonna può avere delle belle idee; ma mia nonna era una contadina e avrei governato un paese sulle sue idee solo nel campo dell’agricoltura
se questo (e anche l’altro, purtroppo) governo continuano ad usare i ministri come unica fonte di idee per creare leggi fumose basate sull’idea che viene in mente ad uno che ieri faceva un mestiere e domani si trova ministro di qualcos’altro (idee forse anche carine da vedere ma delle quali non conoscono le implicazioni, come SOLO CHI È ESPERTO PUÒ CONOSCERE) allora è la fine del buon governo.
Dimmi, qual’è l’aspetto "buono" delle idee della Gelmini? sono curioso

Mi sovviene a titolo di esempio la puttanata del ministro brunetta sui chirurghi macellai.
Io sono un anestesista a ti posso garantire che coi curriculum e le statistiche non puoi capire chi sia più bravo. Poi l’altra puttanata detta da un collega di quel ministro sul fatto che basta analizzare le cartelle cliniche per trovare gli errori dei medici:
solo a Sassuolo si eseguono 8000 (ottomila) interventi l’anno e diverse migliaia di ricoveri e diverse migliaia di accessi al PS…ma chi le analizza tutte queste cartelle?…e se anche le analizzasse un medico stai pur certo che ben difficilmente troverebbe errori volontari (quelli criminali) e ci metterebbe anni per rintracciare qualche errore involontario qua e là, in genere senza conseguenze. Ma il ministro non è un medico e spara cazzate solo perché si alza la mattina e la spara perché deve sembrare che abbia idee. Così la mariastella ha ricevuto l’incarico di tagliare e taglia, che male c’è?
ma non cerchiamo per favore la motivazione pedagogica: non c’è!

In realtà mi piace considerare le cose per quello che sono, indipendentemente da chi le ha pensate
Ma ti rendi conto dell’errore insito nella tua frase? qui si tratta di governare un paese; di lasciare a casa persone (tutti i precari). Ma ti faresti progettare la casa da un avvocato? io voglio un geometra!!
Nessuno può promulgare leggi su argomenti così complicati dopo averci studiato pochi mesi; come fai a non capirlo?
Che lavoro fai tu? lo affideresti a qualcun altro che non sia del ramo? E se proprio lo facessi vorresti prima (tu, l’esperto) valutare se quest’altro sia in grado, no?
e la mariastella come si permette di non consultare esperti della materia prima di uscirsene con le sue idee, subito proposte e subito applicate. Siamo al terzo mondo
E tu chi sei per valutare se siano idee buone? io ho letto opinioni di esperti e mia moglie è insegnante (ho l’esperto in casa) solo dopo ho detto: "sono puttanate"

23/10/08 – Luca Cuoghi, concludendo…
probabilmente gli "esperti" contattati dal ministero non coincidono con quelli che hai citato, ma non credo che la Gelmini si sia messa li da sola a scrivere il decreto, anche se sicuramente non ha coinvolto (come secondo me avrebbe dovuto) le organizzazioni sindacali. Del resto se si vuole (e questo è buono!) eliminare degli sprechi, non serve chiedere a chi di quegli sprechi, in qualche modo, beneficia, perché si rischia di fare come quello che chiedeva all’oste se il vino era buono…
… a proposito: il miglior oste di Modena (tal Bottura della Francescana, 2 stelle Michelin) faceva il petroliere.

23/10/08 – Franco Candini, concludendo…
Apprezzo l’ironia, che serve a stemperare le mie frasi forse troppo "intense".
La realtà è che io non ho citato gli insegnanti come unica fonte di informazione, ma soprattutto i pedagogisti.
Definire le organizzazioni sindacali come una categoria che di quegli sprechi, in qualche modo, beneficia, mi pare esagerato: o credi veramente che interpellare i sindacati sia come chiedere all’oste se il vino sia buono?
E se il petroliere si divertiva a fare l’oste e lo faceva pure bene, meglio per i suoi clienti…d’altra parte se avesse fallito bastava cambiare osteria; oggi per cambiare osteria ci si deve rivolgere alla scuola privata…non vorrei ci fosse un legame
vai a questo link è interessante e lo ritengo attuale ma è solo una mia opinione personale
per sapere chi sia chi l’ha pronunciato 58 anni fa vai qui
spero di essere riuscito, stavolta, ad essere meno polemico ma non è facile non esserlo di questi tempi e ti saluto nuovamente

 

 

26/09/08: una domanda al ministro Gelmini

Numerose sono le polemiche che in questi giorni si susseguono in merito ai provvedimenti adottati dal governo circa l’organizzazione scolastica, con particolare preoccupazione per la questione “maestro unico” e la conseguente scomparsa delle classi a tempo pieno. I dubbi non sono colmati, ma anzi vengono alimentati dal comportamento fuggente del ministro, che evita incontri pubblici e confronti sull’argomento; prova ne è l’annullamento dell’appuntamento di Modena, che peraltro è arrivato dopo un rinvio di due settimane!

Sempre nell’ottica della massima obiettività che può essere possibile in una situazione in cui arrivano solo interrogativi e mai risposte, ho provato a documentarmi e ho trovato questo impianto legislativo.

La “riforma” della scuola è data dal D.L. 01/09/08 n.137 recante “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”, pubblicato sulla G.u. n.204 del 01/09/08.
La legge affronta, punto per punto, articolo per articolo, i temi che hanno riempito le pagine dei giornali in questo periodo, dal voto in condotta all’insegnamento della Costituzione, dal ritorno dei “voti” al prolungamento della validità dei libri di testo, ed in generale è molto chiara.

L’Art. 4 ha per titolo “Insegnante unico nella scuola primaria” e non è di così semplice comprensione.
Innanzi tutto l’articolo si ispira al Decreto–legge 112 del 25/06/08 il cui titolo è “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria” e con la scuola non c’azzeccherebbe se non per l’art. 64 “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”; peccato che l’Art. 64 faccia parte del Capo II del D.L. relativo al “Contenimento della spesa per il pubblico impiego”. E da qui abbiamo la conferma che la manovra non è fatta con fini didattici ma solo di riduzione (o se preferite contenimento) delle spese.

L’articolo prosegue sancendo, senza distinzioni, “che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali”.
Ed ecco cancellato il tempo pieno (e gli insegnanti di sostegno)!

Nella complessità del testo dobbiamo riconoscere altri elementi. In particolare “si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie”. Si, ma in che modo? Non è precisato!
Viene rimandato tutto a regolamenti da approvarsi entro 12 mesi dall’approvazione di un piano, che deve essere predisposto entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto…
In sostanza stiamo parlando di fumo negli occhi: può succedere tutto e può succedere niente, ma questo sfugge al controllo ed alla verifica dei cittadini.

un terzo riferimento normativo è richiamato: la legge 133 del 06/08/08, che converte il citato D.L. 112 e lo integra in alcuni punti. In particolare ci si ricorda dell’esistenza di “alunni diversamente abili”, senza per questo definire criteri d’assegnazione degli insegnanti.
Poi si mettono le mani avanti, senza però determinarne con esattezza la competenza, su chi dovrà intervenire “alla riduzione del disagio degli utenti” “nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici”.

Come vedete, più si va avanti, più sono i dubbi e le domande che emergono nella nostra mente.
Ma fra tutte prevale quella che avrei rivolto al ministro Gelmini, se si fosse degnata di presentarsi a Modena:

“Egregio Ministro, gli esponenti di questo governo, in campagna elettorale, non hanno esitato a promettere l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, la soluzione del problema rifiuti a Napoli e della questione Alitalia, interventi nel campo della sicurezza e della pubblica amministrazione. Perché se ritenevate la riforma della scuola tanto urgente, importante, condivisa non ne avete parlato in campagna elettorale?”

E tu che domanda vorresti rivolgere al ministro Gelmini? Dillo a info@lucacuoghi.it
Non posso risponderti io, ma verrà pubblicata su questo sito e quando ne avremo un po’ faremo un bel pacchetto e le invieremo tutte.

 

 

24/07/08

Carissimi Genitori,
i giorni scorsi il Sindaco di Sassuolo e l’Assessore alla Pubblica Istruzione ci hanno convocati per illustrarci la loro proposta in merito alla rideterminazione delle tariffe per le mense scolastiche. Tale ipotesi, sostanzialmente in linea con le richieste che abbiamo avanzato alla riunione del 25 giugno scorso, prevede tra l’altro un innalzamento delle aliquote ISEE, in modo da agevolare le famiglie con redditi medi e medio–bassi.
In pratica, per redditi fino a 16.000 € ISEE, gli aumenti sono in linea con l’inflazione del triennio; le agevolazione sono progressivamente ridotte fino alla concorrenza di 30.000 € ISEE, che corrispondono, per una famiglia di quattro persone, ad un reddito di circa 80.000 € annui. L’ISEE è un indicatore che non coincide col reddito famigliare, anche se lo rappresenta; per una famiglia di quattro persone, ad esempio, l’ISEE corrisponde a circa il 40% del reddito.
Il riepilogo delle nuove tariffe è nella tabella seguente:

Per sapere in quale fascia ISEE rientrate, potete andare QUI, ma ricordatevi di presentare comunque la dichiarazione tramite CAAF entro il 15 ottobre.
Per saperne di più sull’ISEE, invece, potete andare QUI.

Esprimo grande soddisfazione per l’adesione di numerose famiglie nel corso di tutta la vertenza, per l’alto numero di firme raccolte, la grande partecipazione all’incontro pubblico ed in generale alla pronta risposta avuta da tutti Voi, che ha permesso l’ottenimento di questo risultato.
Perché questo accordo non rappresenta solo un risparmio a fine mese, comunque significativo, ma ci ha fatto capire come insieme possiamo farci sentire, avanzare proposte e ottenere una più equa amministrazione della scuola e della città.
Anche se all’inizio molti erano scettici, numerosi sono stati i segnali e le dichiarazioni di stima che mi giungevano e che mi hanno spronato a proseguire, fino alla convinzione via via crescente di aver intrapreso la strada giusta. Ora non ci rimane che mantenere gli occhi aperti su quanto avverrà, in modo da ripartire dal principio, se ce ne fosse bisogno.
E teniamoci in contatto…